rimborso spese

D.A. n. 00614/2002

Rimborso spese

Il contributo forfettario previsto dagli artt. 1 e 2 della L.R. 13 agosto 1979, n. 202, per spese di viaggio e soggiorno, effettivamente sostenute e documentate, è fissato in relazione al reddito complessivo del nucleo familiare dell’ammalato nella misura seguente:

–          60% della spesa complessiva per redditi sino a euro 18.000,00

–          50% della spesa complessiva per redditi sino a euro 26.000,00

–          40% della spesa complessiva per redditi sino a euro 36.000,00

Il reddito complessivo del nuclo familiare è quello prodotto da tutti i componenti il nucleo familiare dell’ammalato nell’anno solare ed è costituito dalla somma dei seguenti redditi:

a)       redditi soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), calcolati al lordo dell’imposta, con esclusione di quelli soggetti a tassazione separata;

b)       redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta ovvero all’imposta sostitutiva:

Per anno di produzione del reddito si intende l’anno solare più recente con riferimento al quale, alla data della richiesta, è già scaduto il termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi sulle persone fisiche.

Il contributo per trasporto e viaggio è, comunque, concesso purchè già non rimborsabile a carico del F.S.N.

 Le fasce di reddito sopra previste sono incrementate di

a)       euro 1.000,00 per ogni componente il nucleo familiare oltre il paziente fino ad un massimo di euro 4.000,00

b)       euro 2.000,00 qualora l’ammalato sia riconosciuto portatore di handicap ai sensi della legge 104/92.

c)       I benefici di cui alle lettere a) e b) sono cumulabili; i requisiti per averne diritto debbono essere posseduti alla data di presentazione della richiesta de contributo.

 Il contributo alle spese di soggiorno è calcolato applicando l’aliquota di rimborso prevista alle spese effettivamente sostenute e documentate, limitatamente allla parte che non eccede la diaria giornaliera omnicomprensiva così determinata:

– euro 57,00 per località ubicata in Italia con popolazione non superiore a 500.000 abitanti;

– euro 75,00 per località ubicata in Italia con popolazione non superiore a 1.000.000 abitanti;

– euro 80,00 per località ubicata in Italia con popolazione superiore a 1.000.000 abitanti;

– euro 83,00 per località ubicata fuori dal territorio nazionale.

 Il contributo alle spese di viaggio effettuato con mezzi pubblici (treno, aereo, nave e pulman. L’uso del taxi non è consentito) è determinato applicando la percentuale di rimborso spettante alle spese sostenute e documentate, limitatamente alla parte che non eccede la tariffa più economica per il mezzo autorizzato.

Il contributo alle spese di trasporto dell’ammalato (barella, ambulanza) e dell’eventuale assistenza medica e paramedica durante il viaggio, autorizzati dalla competente Commissione sanitaria, è determinato applicando la percentuale di rimborso spettante ai costi effettivamente sostenuti e documentati.

Qualora venga documentato che le condizioni dell’amalato impediscano il viaggio con mezzi pubblici, la Commissione sanitaria potrà autorizzare il viaggio con autovettura privata. In tal caso il contributo alle spese di viaggio sarà determinato applicando l’aliquota di rimborso alla tariffa stabilita da Trenitalia s.p.a. per classe economica con cuccetta, maggiorata esclusivamente dei costi per gli eventuali pedaggi autostradali, sostenuti durante il viaggio e documentati.

 Ove, in corso di fruizione delle prestazioni autorizzate dalla Commissione sanitaria, si verifichi il decesso dell’ammalato, il contributo spese di trasporto della salma fino al Comune di residenza è calcolato applicando l’aliquota di rimborso ai costi effettivamente sostenuti e documentati, limitatamente alla parte che non ecceda euro 750,00

 In ogni caso il contributo complessivo concesso non può superare il limite massimo rimborsabile fissato in euro 5.000,00