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A.P.R.O. Associazione Pazienti Riceventi Organi |
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| LE DOMANDE PIU' FREQUENTI:
Il
trapianto dorgani è unoperazione pericolosa? Oggi il trapianto
dorgani è un intervento normale, ormai di routine, e può considerarsi
una terapia per insufficienze gravi che colpiscono organi diversi, come il fegato, il
rene, il pancreas, il cuore, il polmone etc. Come ogni operazione sofisticata e complessa
comporta dei rischi, ma non maggiori di numerosi altri interventi chirurgici. Oltre
l80% dei pazienti che ha subito un trapianto di rene a distanza di cinque anni vive
una vita normale. Che
garanzia di sopravvivenza offrono i trapianti? La garanzia di sopravvivenza offerta dai trapianti è molto buona. Pensiamo che la sopravvivenza dei pazienti inseriti in lista dattesa per un trapianto di cuore o di fegato, ma non trapiantati, a distanza di 3 anni è del 30%. Al contrario: trapianto
di rene
sopravvivenza media a 5 anni: 90-70% Il
trapianto di organi si paga? In
Italia il trapianto è interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale e viene
eseguito esclusivamente in strutture appositamente autorizzate dal Ministero della
Sanità. Come
avviene linserimento in lista dattesa? Per linserimento in lista dattesa sono necessari una serie di accertamenti ed unattenta valutazione clinica da parte dei medici che seguono il paziente. Successivamente, se ritenuto idoneo, il paziente dovrà eseguire controlli periodici che serviranno a verificare lo stato di salute durante lattesa. Dopo il
trapianto si hanno limitazioni? Dopo il trapianto
è necessario seguire una terapia con farmaci che impediscono i fenomeni di rigetto, cioè
le reazioni immunitarie con le quali lorganismo tenta di liberarsi dellorgano
intruso. La scienza registra sempre nuovi progressi in questo campo, e sono
sperimentati farmaci sempre più efficaci. Essi vengono combinati e somministrati in
dosaggi appropiati al paziente, in modo da raggiungere un equilibrio che va verificato
periodicamente con esami del sangue. Cosa
cambierà dopo il trapianto? In alcuni casi il
trapianto è lunica alternativa valida al rischio di mortalità come nel caso delle
epatopatie terminali acute o croniche o nel caso di insufficienze cardiache gravi, ma,
anche nei casi in cui esistono alternative terapeutiche, come nel caso della dialisi per
linsufficienza renale, nessuna terapia è in grado di garantire il livello di
qualità della vita raggiungibile con il trapianto. Cosa
succede immediatamente dopo il trapianto? Dopo
lintervento il paziente trascorre un tempo relativamente breve nel reparto di
terapia intensiva. Successivamente viene trasferito nel reparto di Degenza ordinaria per
un periodo di circa tre-quattro settimane. Vengono eseguiti giornalmente prelievi di
sangue per monitorare la funzionalità del nuovo organo e controllare eventuali episodi di
rigetto. Si può
condurre una vita normale dopo il trapianto? Il paziente
potrà tornare allabituale stile di vita e alla normale attività. E opportuno
riprendere lesercizio fisico per mantenersi in forma, tuttavia è necessaria
moderazione sia negli sforzi, sia nellalimentazione, che devessere
controllata. |