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A.P.R.O. Associazione Pazienti Riceventi Organi |
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Al Sig. Ministro della Salute On.le Livia Turco Al Sig. Presidente Al Sig. Presidente All’On.le Assessore alla Sanitā Notevole rilievo č stato dato nei giorni scorsi dagli organi di stampa al progetto di legge presentato dall’On.le Bono nel corso di un convegno a Siracusa, e relativo all’istituzione dell’Ordine al merito dei donatori di organi, nonché all’attribuzione al coniuge e ai figli del donatore del diritto al collocamento obbligatorio. Al di lā dei sicuramente nobili intenti nei confronti dei pazienti in attesa di trapianto, e delle considerazioni condivisibili sulle mancate disposizioni di attuazione della legge 91/99 per le norme relative alla dichiarazione di volontā, l’A.P.R.O. ritiene di non condividere la proposta avanzata in quanto ritiene fondamentale che siano i cittadini stessi a dichiarare la propria “libera” volontā, come sancito dall’art. 4 della L. 91/99, e ritiene ancora di fondamentale importanza l’assoluta gratuitā dell’atto, come espressamente normato dall’art. 22. Le iniziative di informazione attuate costantemente dalle numerose associazioni di volontariato e associazioni di pazienti che da molti anni operano nel settore hanno sempre avuto lo scopo di promuovere una scelta “libera e consapevole”. Un diritto al lavoro, soprattutto in regioni nelle quali esso scarseggia gravemente, rischia di distorcere il significato della donazione, che deve essere un atto di responsabilitā civile, generato da un dovere etico che esplicita il debito da noi contratto nei confronti dell’altro che, come noi, partecipa alla vita e allo sviluppo della societā. I principi fondamentali ai quali crediamo fortemente e che ispirano la nostra attivitā sono l’autonomia degli esseri adulti razionali, il valore dell’altruismo come bene sociale e il rispetto della persona. I trapianti chiedono una nuova forma di solidarietā, ossia la donazione del proprio patrimonio biologico senza contropartita economica. Ciō č necessario soprattutto se si vuole impedire la mercificazione biologica. Una donazione che avvenisse per una qualunque forma di obbligo o coercizione sarebbe, nel linguaggio e nella sostanza, un’evidente contraddizione. Pertanto il superamento di legittime remore deve essere, e speriamo che sia, volontario. E questo č il messaggio che riteniamo utile e giusto veicolare ai cittadini tutti, proprio come associazione di trapiantati. Maria Teresa Rodriquez Presidente A.P.R.O. |