Differenze di sesso e genere nella terapia dietetico-nutrizionale della MRC: perché la personalizzazione conta

17 Giugno 2026

Introduzione

La medicina personalizzata sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella gestione della malattia renale cronica (MRC). Tra i fattori che meritano particolare attenzione vi sono le differenze di sesso e genere, che possono influenzare non solo l’epidemiologia e la progressione della malattia, ma anche il metabolismo, la composizione corporea, l’accesso alle cure e la risposta agli interventi nutrizionali.

Sebbene le linee guida internazionali forniscano raccomandazioni valide per la maggior parte dei pazienti, le evidenze più recenti suggeriscono che uomini e donne possano presentare profili clinici e nutrizionali differenti, rendendo necessario un approccio dietetico sempre più personalizzato.

La MRC colpisce uomini e donne in modo diverso

I dati epidemiologici mostrano un quadro apparentemente paradossale.

Le donne presentano una prevalenza maggiore degli stadi iniziali e intermedi della MRC (in particolare CKD G3), mentre gli uomini risultano più frequentemente rappresentati nelle fasi avanzate della malattia e tra i pazienti che raggiungono l’insufficienza renale terminale (ESRD).

Anche il progetto REVEAL-CKD ha evidenziato differenze significative nella diagnosi e nella gestione della malattia, confermando come la MRC in stadio 3 sia spesso sottodiagnosticata e come alcuni gruppi di pazienti possano essere più esposti al rischio di diagnosi tardiva o mancata presa in carico.

Le ragioni di queste differenze sono molteplici e comprendono fattori biologici, ormonali, clinici, sociali e comportamentali.

Il possibile ruolo protettivo degli estrogeni

Uno degli aspetti più studiati riguarda il possibile effetto degli estrogeni sulla funzione renale.
Diversi studi suggeriscono che gli ormoni estrogeni possano contribuire ad esercitare un effetto protettivo attraverso:

  • riduzione dello stress ossidativo;
  • modulazione della risposta infiammatoria;
  • protezione della funzione endoteliale;
  • attenuazione dei processi fibrotici renali

Questi meccanismi potrebbero contribuire, insieme ad altri fattori biologici e clinici, a spiegare perché, nelle donne, la progressione della MRC possa risultare mediamente più lenta rispetto agli uomini nelle fasi iniziali della malattia.

Dopo la menopausa, tuttavia, questa protezione tende progressivamente a ridursi, rendendo ancora più importante il monitoraggio clinico e nutrizionale.

Composizione corporea e fabbisogni nutrizionali: non sono uguali per tutti

Uno degli aspetti più rilevanti per il professionista che si occupa di terapia dietetico-nutrizionale riguarda le differenze nella composizione corporea.

In media:

  • gli uomini presentano una maggiore massa muscolare;
  • le donne hanno una percentuale più elevata di massa grassa;
  • il metabolismo basale tende a essere superiore negli uomini;
  • la distribuzione dei liquidi corporei può differire tra i sessi.

Queste caratteristiche possono influenzare direttamente:

  • il fabbisogno energetico;
  • il fabbisogno proteico;
  • la valutazione dello stato nutrizionale;
  • il rischio di sarcopenia;
  • la risposta agli interventi dietetici.

Applicare schemi standardizzati senza considerare queste differenze, insieme a età, peso corporeo, stadio della MRC, comorbidità e stato nutrizionale, può ridurre l’efficacia della presa in carico nutrizionale.

Differenze nell’assorbimento e nell’utilizzo dei nutrienti

Le evidenze disponibili suggeriscono che uomini e donne possano differire anche nel metabolismo e nell’utilizzo di alcuni nutrienti.
Tra i fattori coinvolti troviamo:

  • assetto ormonale;
  • composizione corporea;
  • microbiota intestinale;
  • livelli di attività fisica;
  • presenza di comorbidità.

Queste variabili possono influenzare il metabolismo delle proteine, dei lipidi e dei micronutrienti, con possibili ricadute sulla pianificazione della dieta.


Per questo motivo il counseling nutrizionale dovrebbe sempre partire da una valutazione individuale e non esclusivamente da parametri generali di popolazione. Il fabbisogno proteico, energetico e micronutrizionale deve essere definito considerando lo stadio della MRC, la presenza o meno di trattamento dialitico, il rischio di malnutrizione, la composizione corporea e le condizioni cliniche del singolo paziente.

Le disparità nei trattamenti e nella presa in carico

La letteratura evidenzia inoltre alcune differenze nell’accesso alle cure e nei percorsi terapeutici.

In diversi contesti sanitari le donne risultano meno frequentemente indirizzate a percorsi specialistici avanzati e possono incontrare maggiori ostacoli nell’accesso ad alcune opzioni terapeutiche.

Anche nell’ambito della dialisi, alcuni autori hanno evidenziato come protocolli sviluppati principalmente su popolazioni maschili possano non riflettere pienamente le differenze di composizione corporea e metabolismo presenti nelle donne.

Questo tema richiama l’importanza di una medicina realmente personalizzata, capace di adattare le strategie terapeutiche alle caratteristiche del singolo paziente.

Implicazioni pratiche per il counseling dietetico

Nella pratica clinica, tenere conto delle differenze di sesso e genere significa:
Valutare accuratamente la composizione corporea
Peso e BMI da soli possono non essere sufficienti. La valutazione della massa muscolare e della massa grassa può fornire informazioni più utili per impostare la terapia nutrizionale.

Personalizzare il fabbisogno energetico
Il dispendio energetico varia in funzione di sesso, età, composizione corporea e livello di attività fisica, stato nutrizionale e condizioni cliniche.

Monitorare il rischio di sarcopenia
La perdita di massa muscolare rappresenta una problematica frequente nella MRC e richiede strategie di prevenzione e monitoraggio dedicate.

Considerare le diverse fasi della vita
Menopausa, invecchiamento e variazioni ormonali possono modificare significativamente il profilo metabolico e nutrizionale.

Coinvolgere attivamente il paziente
Le differenze di genere possono influenzare anche comportamenti alimentari, aderenza terapeutica e percezione della malattia, aspetti che devono essere considerati durante il counseling.

Conclusioni

Le differenze di sesso e genere rappresentano un elemento importante nella gestione nutrizionale della malattia renale cronica.

Le evidenze attuali mostrano come uomini e donne possano differire per epidemiologia, progressione della malattia, composizione corporea, metabolismo e risposta agli interventi dietetici.

Per il professionista sanitario, integrare queste conoscenze nella pratica clinica significa offrire un counseling più personalizzato, migliorare l’aderenza del paziente e contribuire a una gestione più efficace della MRC.

In un contesto sempre più orientato alla medicina di precisione, considerare le specificità individuali non rappresenta più un’opzione, ma una componente essenziale della cura.

Bibliografia

Le informazioni contenute in questo articolo si basano su fonti scientifiche e linee guida riconosciute in ambito nefrologico e nutrizionale, tra cui:

  • Sex and gender differences in CKD and access to care. Kidney International Reports, 2022.
  • Sex and gender disparities in CKD epidemiology. Nature Reviews Nephrology.
  • Webster AC et al. Chronic Kidney Disease. The Lancet. 2017;389(10075):1238-1252.
  • De Nicola L et al. REVEAL-CKD Study. Nephrology Dialysis Transplantation. 2022.
  • KDIGO 2024 Clinical Practice Guideline for Chronic Kidney Disease. Kidney International. 2024;105(4S).
  • KDOQI Clinical Practice Guideline for Nutrition in CKD: 2020 Update. American Journal of Kidney Diseases. 2020.

Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico o del dietista di riferimento.

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